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Breve storia dell'Orto Botanico di Bologna

Redazione

Fondato nel 1568 su iniziativa di Ulisse Aldrovandi, l’Orto botanico di Bologna, tra i più …

Fondato nel 1568 su iniziativa di Ulisse Aldrovandi, l’Orto botanico di Bologna, tra i più antichi in Europa, ebbe la sua prima sede in uno dei cortili di Palazzo Pubblico, nel pieno centro della città, e fu trasferito nella sede attuale, nel cuore della zona universitaria e all’interno del centro storico, nel 1803. Attualmente occupa una superficie di circa 2 ettari a pianta rettangolare che raggiunge le antiche mura della città. L’Orto Botanico segue, fondamentalmente, due criteri espositivi diversi: da un lato, la presentazione di singole collezioni di particolare pregio e, dall’altro, la ricostruzione di ambienti naturali nei quali le specie vegetali sono associate in modo simile a quanto avviene in natura. L’Orto dispone anche di quattro serre, due tropicali - di cui una semi-interrata - e due di piante succulente. Una piccola serra ospita una collezione di piante  carnivore. Oltre alla preponderante attività didattica, rivolta in particolare all’Università ma anche alle scuole di ogni ordine e grado, ad associazioni e a gruppi di visitatori, l’Orto Botanico svolge un’intensa attività di supporto alla ricerca e partecipa a numerosi progetti universitari, nazionali e internazionali. Nell’edificio quattrocentesco che sorge all’interno dell’Orto botanico è ospitato l’Erbario dell’Università, ricco di preziose collezioni storiche che testimoniano la continua cura e l’interesse che i botanici bolognesi, dal sedicesimo secolo in poi, hanno mostrato verso questa istituzione. Entrando dal cancello di via Irnerio ci si trova nel giardino anteriore, caratterizzato principalmente da piante arboree, in particolare gimnosperme, largamente coltivate negli Orti Botanici europei. Particolarmente interessanti sono il grande esemplare di Ginkgo, la pianta a seme di origine più antica, e l’esemplare di Metasequoia, conifera diffusa nel Terziario, circa 60 milioni di anni fa, e ritenuta estinta fino al 1945, quando ne furono scoperti alcuni esemplari nelle foreste della Cina occidentale. All’interno di quest’area è presente una fontana circondata da blocchi di gesso sui quali sono presenti piante tipiche della roccera. Dal cancello di fianco all’edificio principale si accede alla parte più ampia dell’Orto Botanico, che si estende fino alla cerchia delle mura della città; in  questa zona si trovano le ricostruzioni ambientali (ad esempio, subito a destra, la ricostruzione del bosco di latifoglie tipico della collina bolognese), le serre, il giardino dei semplici, le collezioni tematiche (tra cui quella di piante alpine e quella delle rose spontanee del territorio bolognese), il bosco-parco, lo stagno, il giardino roccioso ecc. Subito oltre la cancellata è situata una vasca rotonda che accoglie piante acquatiche spontanee in Italia, alcune divenute ormai rare.


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